Migliori app per ricaricare l’auto elettrica: quale scegliere davvero
Non esiste «la migliore» in assoluto.
Esiste quella che ti fa sapere il conto prima. In breve, guarda queste quattro cose:
- Il prezzo al kWh, IVA inclusa, prima di collegare, con sosta e costo di sessione se ci sono.
- Nessun canone, se non ricarichi in pubblico tutti i giorni.
- Nessuna commissione di servizio sopra il prezzo della colonnina.
- Nessuna tessera da comprare o da aspettare per posta.
evvai le ha tutte e quattro, ed è gratis su App Store per iPhone. Perché scegliere evvai →
Sotto trovi le cinque voci che cambiano davvero il conto, il confronto dei fatti fra sei app sul mercato italiano (canone, commissione, tessera, prezzo prima di collegare) e le reti che trovi in evvai.
Il confronto, riga per riga
| App | Tipo | Canone | Commissione per ricarica | Tessera | Prezzo prima di collegare |
|---|---|---|---|---|---|
| evvai | Aggregatore puro | Nessuno | Nessuna | Non c’è: si avvia dall’app | Sì, sempre · IVA inclusa |
| Octopus Electroverse | Aggregatore | Nessuno | Nessuna | Opzionale, gratuita | Sì, in app |
| Enel On Your Way (ex Enel X Way) | Rete propria + roaming | Base senza canone; piani opzionali a pagamento | Nessuna | Opzionale, a pagamento (Waycard) | Sì, per fascia |
| NextCharge | Aggregatore · wallet | Nessuno | Nessuna dichiarata | Opzionale, gratis dopo la prima ricarica del wallet | Sì, in app |
| Chargemap | Aggregatore europeo | Nessuno sul piano base; abbonamento «Boost» opzionale | Sì sul piano gratuito (~10%), azzerata con Boost | Opzionale, a pagamento | Sì · fee incluse |
| Plenitude On The Road (ex Be Charge) | Rete propria + roaming | Base senza canone; dal 1° ottobre 2026 di nuovo abbonamenti opzionali | Nessuna | Opzionale | Sì, per fascia |
Dati dalle fonti ufficiali delle app, ricontrollati il 5 ottobre 2026, mercato italiano; condizioni e piani cambiano, verifica sempre prima di sottoscrivere.
Non riportiamo prezzi al kWh per operatore: cambiano di continuo e una tabella statica invecchia in settimane. Le fasce di mercato sono in quanto costa ricaricare.
Le cinque voci che cambiano il conto (e che le classifiche di solito non confrontano)
Il prezzo al kWh è la parte facile. Le sorprese arrivano da qui — e sono le stesse voci che gestiamo ogni giorno lato operatore, per questo sappiamo dove guardare.
- Commissione di servizio. Una percentuale che l’app aggiunge sopra al prezzo della colonnina. È la voce più pesante e la meno visibile: su un piano con circa il 10% di fee, una ricarica da €30 ne diventa €33. Controlla sempre se il prezzo mostrato è già comprensivo.
- Penale di occupazione. Scatta quando lasci l’auto collegata dopo la fine della ricarica, e si paga al minuto. La tolleranza tipica è di 60 minuti, ma in autostrada è molto più stretta: su Free To X sono 20 minuti. Su una sosta lunga può superare il costo dell’energia.
- Costo fisso a sessione. Alcune reti aggiungono un importo fisso per ogni ricarica, indipendente dai kWh — A2A è un caso in Italia. Su una ricarica breve pesa in proporzione moltissimo.
- Tariffazione al minuto invece che al kWh. Dove si paga il tempo e non l’energia, un’auto che accetta poca potenza — o una batteria fredda d’inverno — paga di più a parità di kWh caricati. È il caso classico in cui il prezzo «basso» è ingannevole.
- IVA e pre-autorizzazione. Confronta sempre prezzi IVA inclusa, altrimenti stai confrontando numeri diversi. E ricorda che molte app bloccano un importo cauzionale sulla carta prima di avviare: non è un costo, ma è liquidità immobilizzata per giorni se ricarichi spesso. Lo facciamo anche noi: con carta o Apple Pay blocchiamo 50 € all’avvio e a fine ricarica addebitiamo solo il dovuto.
Cosa conta meno di quanto sembra
- Il numero di punti dichiarato in home page. Conta la copertura sulle strade che percorri tu, non un totale europeo. Un’app con meno punti ma presente dove ricarichi è più utile.
- Le stelle sugli store. Misurano la stabilità dell’app e la qualità dell’assistenza, non quanto paghi il kWh.
- Il numero di paesi coperti, se non esci mai dall’Italia. E se esci, guarda i paesi specifici: la copertura non è uniforme.
Come scegliere in base a come ricarichi
- Ricarichi a casa e usi il pubblico solo ogni tanto → un’app pay-per-use senza canone. Un abbonamento con questi volumi fa quasi sempre spendere di più: qui il conto del pareggio.
- Non hai un box e dipendi dalla colonnina di quartiere → l’app dell’operatore che gestisce quelle colonnine, più un aggregatore come riserva.
- Fai molti viaggi lunghi in autostrada → un aggregatore con buona copertura sulle direttrici, e occhio alla penale di occupazione: quanto costa ricaricare in autostrada.
- Vuoi zero sorprese sul costo → conta solo una cosa: vedere il prezzo, IVA inclusa, prima di collegare il cavo.
- Non vuoi gestire tessere → praticamente tutte le app avviano dallo smartphone; quando la card serve ancora lo spieghiamo in tessera di ricarica: quale scegliere.
Le reti che trovi in evvai
Con un solo account ricarichi su oltre 60.000 prese di una trentina di reti in Italia, fra cui Enel X Way, Plenitude, Ewiva, Free To X, IONITY, Atlante, Electra, Acea e Hera. Ecco le schede delle principali:
Perché scegliere evvai
- Il prezzo prima di collegare, IVA inclusa, che resta quello per tutta la ricarica.
- Nessun canone, nessuna commissione aggiunta, nessuna tessera: paghi il prezzo al kWh che vedi, IVA inclusa.
- Sai prima quanto spendi e quanto ci metti: aggiungi la tua auto, dici all’app quanto è carica e fino a dove vuoi arrivare, e te lo stima.
- Una sola app per una trentina di reti, e anche per la tua azienda: basta la partita IVA.
Per iPhone · Su Android entro fine anno
Come abbiamo fatto il confronto
Abbiamo confrontato le app su cinque fatti verificabili: tipo di operatore (aggregatore o rete propria), canone, commissione di servizio per ricarica, tessera fisica e prezzo visibile prima dell’avvio. I dati provengono dalle rispettive fonti ufficiali — siti, FAQ e condizioni di servizio — ricontrollati il 5 ottobre 2026, e riguardano il mercato italiano; possono cambiare, quindi verifica sempre sull’app dell’operatore.
Abbiamo volutamente escluso prezzi puntuali al kWh e conteggi di copertura per rete: variano di continuo e su una pagina statica diventano fuorvianti nel giro di poche settimane.
evvai.app è un operatore di mobilità elettrica (EMP) indipendente, Provider ID IT-EVV: usi le colonnine delle reti aderenti in roaming, con un solo account. Non siamo affiliati né sponsorizzati dalle app nominate, citate solo per confronto informativo; i marchi appartengono ai rispettivi proprietari.
Domande frequenti
Qual è la migliore app per ricaricare l’auto elettrica?
Quella che ti fa sapere il conto prima di collegare: prezzo al kWh IVA inclusa, nessun canone, nessuna commissione di servizio e nessuna tessera. È il modello su cui è costruita evvai, che con un solo account ti porta su una trentina di reti in Italia.
Qual è l’app di ricarica più economica?
Nessuna app è la più economica ovunque: sulla stessa colonnina ogni app applica il suo prezzo al kWh, e quella che costa meno su una rete può costare di più su un’altra. Oltre al prezzo al kWh contano il canone mensile, la commissione di servizio su ogni ricarica e il costo della tessera. Per sapere quale conviene su una colonnina, confronta il prezzo IVA inclusa che ogni app ti mostra prima di collegare.
Serve un abbonamento per ricaricare l’auto elettrica?
No. Tutte le principali app permettono di ricaricare in pay-per-use senza canone mensile. Gli abbonamenti sono opzionali e scontano il prezzo al kWh in cambio di un costo fisso: convengono solo se carichi in pubblico abbastanza kWh ogni mese da ripagare il canone.
Quale app usare per ricaricare senza tessera RFID?
Quasi tutte le app permettono di avviare la ricarica dallo smartphone senza tessera, perché l’avvio da remoto fa lo stesso lavoro dell’RFID. La tessera resta utile solo dove la colonnina accetta unicamente l’autenticazione locale, o dove non hai campo, come in certi parcheggi interrati.
Quante app di ricarica servono davvero?
Meno di quante pensi: con un’app multi-rete come evvai ricarichi su una trentina di reti in Italia con un solo account, senza un’app e una tessera per ogni operatore. Avere dieci app installate non serve a nulla se non hai idea di quanto costa la colonnina davanti a te.
Si può ricaricare l’auto elettrica senza app?
Sì, su un numero crescente di colonnine: il regolamento europeo AFIR impone alle nuove installazioni ad alta potenza di accettare il pagamento con carta o contactless, e prevede l’adeguamento anche di parte di quelle esistenti. È la modalità più semplice ma spesso non la più economica, perché la tariffa ad accesso libero è di norma la più alta.
Le app di ricarica funzionano anche all’estero?
Gli aggregatori sì, ma la copertura cambia molto da paese a paese: un operatore forte in Italia può essere debole in Francia o in Austria. Prima di un viaggio conviene controllare la copertura sui paesi che attraversi, non il totale europeo dichiarato. evvai, per ora, funziona solo sulle colonnine in Italia.